Lo sviluppo di un sito web: il contratto

Il contratto per lo sviluppo di un sito web è un contratto atipico. Con esso, un soggetto (committente) incarica uno sviluppatore (fornitore) di progettare e realizzare un sito web che si adatti alle sue particolari esigenze.

Questo contratto si avvicina molto al contratto di sviluppo software ma, sebbene abbia in genere un valore economico inferiore, è per certi aspetti ancora più complesso.

Un sito web si compone infatti di una parte software e di una parte grafica. Entrambi questi aspetti sono regolati e protetti dal diritto d’autore ed è pertanto opportuno, se non addirittura indispensabile, regolare con attenzione i diritti che vengono ceduti.

In mancanza di un contratto ben fatto, sia lo sviluppatore che il committente potrebbero incorrere in bruttissime sorprese.

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Per un approfondimento si veda “Redigere un contratto di sviluppo software: fondamentale regolare i diritti d’autore“, poiché le stesse problematiche valgono anche per i siti web.

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Il codice sorgente

Come il software, anche un sito web ha il proprio codice sorgente, ovvero un codice di programmazione leggibile dal programmatore. Trattasi in questo caso del codice HTML e del codice CSS. Diversamente dai software, dove i codici sorgente vengono mantenuti segreti dai programmatori e sono ottenibili solo effettuando un reverse engineering dal codice oggetto, il codice HTML è visibile a chiunque. Per questa ragione, è ancora più importante disciplinare quali siano i diritti sul codice ceduti al committente e quali siano quelli riservati al fornitore.

Un web designer che voglia utilizzare il medesimo codice o parti del medesimo codice in più siti web, avrà interesse a riservarsi i diritti d’autore sul codice sorgente.

Allo stesso modo, il committente che voglia poter modificare il proprio sito web, implementarlo o affidarne la manutenzione ad un soggetto diverso, dovrà farsi cedere questi diritti dall’autore.  

Omettere di regolare questi aspetti può portare a scontri giudiziali molto più costosi ed incerti rispetto alla redazione di un contratto ben fatto.

L’uso di CMS Open Source e Templates

Sempre più spesso, i codici HTML e CSS non vengono interamente redatti dallo sviluppatore, bensì facendo ricorso a dei Content Management System (CMS). Trattasi di software, spesso rilasciati con licenza Open Source, che facilitano la gestione dei contenuti di un sito web. Il più noto è senz’altro Worpress, ma ce ne sono altri, quali Joomla!, Drupa etc. Assieme ai CMS vengono spesso utilizzati dagli sviluppatori dei templates di partenza, i quali vengono poi implementati, anche con aggiunte di codice. Anche i templates sono in genere rilasciati con licenze Open Source.

Attenzione. Licenza Open Source non significa gratis, tant’è che i templates più complessi devono essere acquistati, talvolta per centinaia di euro. Significa piuttosto che il codice sorgente è aperto, ovvero può essere modificato. In sostanza, con la licenza Open Source, l’autore autorizza chi acquista il programma a modificare il codice sorgente, ad implementarlo ed a creare opere derivate. Esiste però un vincolo che deve essere rispettato ed è quello che anche l’opera derivata deve mantenere un codice aperto. Attenzione quindi a limitare i diritti di modifica del codice sorgente quando si parte da licenze Open Source.

I diritti d’autore sulle parti grafiche

Come premesso, il sito web si compone di una parte software e di una parte grafica. Anche il semplice layout di un sito può essere coperto da diritto d’autore se dotato di originalità. Senz’altro lo sono i disegni, i video, le infografiche etc.

Un contratto di sviluppo di un sito web deve preoccuparsi di regolare la cessione o la licenza dei diritti d’autore anche su questi elementi.

I contenuti e le limitazioni di responsabilità

I contenuti di un sito web, quali testi, fotografie, informazioni, video etc. sono spesso forniti dal committente e caricati in rete dallo sviluppatore, il quale assume talvolta anche il ruolo di web master, ovvero di gestore del sito.

In questi casi, lo sviluppatore dovrà assicurarsi contrattualmente che i contenuti che gli viene chiesto di caricare in rete siano legittimi, nonché prevedere delle esenzioni di responsabilità. Cosa succede se le foto o i video forniti dal committente al web master sono protetti da diritto d’autore? Chi ne è il responsabile? Piuttosto che dover rispondere a questa domanda in un ipotetico giudizio, è saggio prevedere un riparto delle responsabilità sin dalla fase contrattuale. 

Collaudo ed accettazione

Come il contratto di sviluppo software, anche il contratto di sviluppo di un sito web può essere assimilato per alcuni aspetti all’appalto. Il contratto dovrà pertanto disciplinare le modalità con cui procedere al collaudo, ovvero alla verifica della corrispondenza fra il lavoro ordinato dal committente e quello consegnato dallo sviluppatore.

In mancanza di una regolamentazione precisa, si rischia anche in questo caso di incorrere in contestazioni difficili da risolvere senza arrivare allo scontro giudiziale.

I servizi aggiuntivi (hosting, SEO, newsletter, manutenzione etc.)

Molto spesso, al contratto di sviluppo di un sito web si agganciano alcuni servizi aggiuntivi, quali ad esempio: la registrazione del nome a dominio, il servizio e-mail, il servizio di hosting del sito, il servizio di indicizzazione e posizionamento, la strategia SEO, il servizio di newsletter, la manutenzione etc.

Mentre lo sviluppo del sito dà origine ad un rapporto che si esaurisce al momento della consegna ed accettazione, i servizi aggiuntivi sopra menzionati possono dare origine a rapporti di durata, pagati mediante canoni periodici.

Per servizi particolarmente complessi, quale quello di hosting, è consigliabile redigere un contratto a parte. Tuttavia, altri servizi, quali ad esempio la manutenzione correttiva, adattiva o evolutiva, possono essere regolati nel medesimo contratto.

Cosa succede in caso di mancato pagamento

Per evitare problemi e contestazioni, occorre sempre prevedere le conseguenze di un mancato pagamento da parte del committente, ad esempio mediante una clausola risolutiva espressa.

Ad esempio, se il committente omette di pagare la rata di un canone relativo ad un servizio aggiuntivo, il fornitore può mettere il sito off-line? Senza una chiara disciplina delle conseguenze dell’inadempimento, questa prassi deve senza dubbio essere sconsigliata. Mettere off-line un sito web, in particolar modo ove si tratti di un e-commerce, può causare dei danni enormi al committente ed esporre il fornitore ad un’azione di risarcimento se ciò non viene fatto in base ad una espressa clausola contrattuale.

 

Nota: quanto sopra esposto rappresenta soltanto un breve riassunto degli aspetti da valutare al fine di redigere un contratto di sviluppo di un sito web. La redazione del contratto necessita dell’assistenza di un professionista esperto nella materia. 

Per richiedere un preventivo per assistenza e/o consulenza relativi ad un contratto di sviluppo di un sito web o fissare un appuntamento si prega di utilizzare il modulo contatti, oppure scrivere all’indirizzo e-mail massimobacci@legalicappellinicarlesi.it o telefonare allo Studio Legale. La richiesta di preventivo è gratuita e nessun costo verrà addebitato al cliente in assenza di un formale conferimento dell’incarico.

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