sincronizzazione della musica

Il diritto di sincronizzazione della musica, ovvero la facoltà di abbinare un’opera musicale ad una sequenza di immagini al fine di creare un’opera audiovisiva (un film, una serie televisiva, un documentario, una pubblicità, una sigla etc.), non rientra nel mandato concesso dagli autori alla SIAE, ma è gestito direttamente dall’autore o dal suo editore, con la conseguenza che sarà necessaria la loro autorizzazione per sincronizzare una musica a delle immagini.

L’uso di opere musicali come colonna sonora di opere audiovisive comporta per il produttore di queste ultime l’obbligo di munirsi di una serie di licenze. In primo luogo, il produttore deve ottenere il diritto di sincronizzare una determinata composizione musicale, la quale andrà a confluire nell’opera audiovisiva da lui prodotta. Il diritto di sincronizzazione della composizione deve essere richiesto direttamente all’autore o, più comunemente, al suo editore. L’ottenimento della licenza di sincronizzazione della composizione non comporta ancora la possibilità di sincronizzare una specifica e preesistente registrazione di quella composizione. Per questo sarà necessario ottenere una licenza anche dalla casa discografica che detiene i diritti sul fonogramma. La contrattazione per l’ottenimento di queste due licenze è lasciata alla piena autonomia contrattuale delle parti. L’autore ed il produttore del fonogramma possono decidere di chiedere il compenso che ritengono più adeguato, così come possono rifiutare di concedere l’autorizzazione alla sincronizzazione. Il pagamento della licenza avverrà dunque ad opera del produttore a monte, ovvero nel momento in cui i titolari dei diritti rilasciano la liberatoria sull’uso della musica e la stessa viene dunque riprodotta in abbinamento alle immagini. Ciò che viene pagato alla SIAE non è il compenso della sincronizzazione, bensì il compenso per l’esecuzione della composizione, ogni volta che l’opera audiovisiva contenente la musica sincronizzata viene eseguita o comunicata al pubblico. Questo compenso dovrà essere corrisposto dalla rete televisiva o comunque dal soggetto che si avvarrà di queste utilizzazioni dell’opera. Ciononostante, per trasmettere l’opera audiovisiva senza rischiare di incorrere in responsabilità, la rete televisiva è tenuta ad assicurarsi che l’autorizzazione alla sincronizzazione sia stata ottenuta.

Questi concetti sono stati confermati dalla Corte d’appello di Roma nella sentenza n. 5329 del 9 ottobre 2013, ribaltando la contraria decisione presa dal Tribunale in primo grado.

Nel caso di specie deciso dalla suddetta sentenza, gli eredi del Maestro Pietro Mascagni avevano citato in giudizio la R.T.I. Reti Televisive Italiane S.p.a., per sentir accertare la violazione dei diritti d’autore sull’opera lirica “Cavalleria Rusticana” ed ottenere il risarcimento dei danni subiti. Alla R.T.I. veniva contestata la trasmissione su Rete 4 della telenovela brasiliana “Terra Nostra”, la quale conteneva una sincronizzazione non autorizzata della rinomata opera del Maestro Mascagni.

Fra le proprie difese, R.T.I. sosteneva che l’utilizzazione dell’opera lirica “come sottofondo della telenovela” risultava contemplata negli accordi contrattuali intercorrenti fra l’emittente televisiva e la SIAE, in base ai quali la prima era autorizzata, in ambito nazionale, alla diffusione televisiva delle opere musicali appartenenti al repertorio, nonché alla registrazione di tali opere sopra supporti idonei alla fissazione di suoni ed immagini, sempre ai fini della diffusione televisiva, con la sola eccezione delle registrazioni in pubblicità e delle opere cinematografiche. Tale argomentazione veniva sposata dal giudice del primo grado, il quale ha considerato la telenovela “Terra Nostra” come non assimilabile ad un’opera cinematografica e dunque fatto rientrare l’utilizzazione economica dell’opera lirica “Cavalleria Rusticana”, come sottofondo musicale della telenovela brasiliana, nell’ambito delle utilizzazioni consentite dal permesso generale concesso dalla S.I.A.E. alle emittenti televisive, proprio in quanto prodotto audiovisivo destinato esclusivamente alla diffusione televisiva.

La Corte d’appello ha sgombrato il campo da ogni equivoco e correttamente ribaltato la sentenza di primo grado, chiarendo che l’utilizzazione, come sottofondo della telenovela “Terra Nostra”, dell’opera lirica “Cavalleria Rusticana”, costituisce “sincronizzazione” in quanto comporta la fissazione su di un unico supporto di due registrazioni, una musicale, preesistente e l’altra visiva. Il diritto di sincronizzazione di un’opera musicale non coincide con il diritto di riproduzione dell’opera medesima, in quanto l’abbinamento audio/video comporta una vera e propria elaborazione un’opera musicale che dà origine ad un’opera nuova e diversa. Tale diritto non è oggetto del mandato degli autori alla S.I.A.E., bensì è gestito direttamente dall’autore o dal suo editore.

Come correttamente rilevato dalla Corte d’appello, il fatto che i diritti di sincronizzazione, di norma, vengano gestititi direttamente dagli autori (o editori), appare logica conseguenza del fatto che questi ultimi possono essere o meno interessati a dare la relativa autorizzazione, a seconda del progetto e della tipologia del prodotto da musicare. Ne consegue che l’autore è libero di contrattare le condizioni, anche quelle economiche, e può chiedere un compenso più o meno elevato, ovvero addirittura rinunciarvi, avuto riguardo alla natura e finalità commerciali, o non commerciali, del prodotto audiovisivo nel quale l’opera musicale è destinata ad essere sincronizzata, proprio in ragione del legame che si crea tra le immagini ed il commento musicale, che può giungere sino all’identificazione, presso il pubblico, di un’opera con l’altra, ed ai conseguenti riflessi sulla immagine artistica dell’autore e sulla sua reputazione. Tale legame, che è sicuramente più forte ed evidente nelle sincronizzazioni finalizzate alla pubblicità, ricorre anche nell’ipotesi di inserimento delle composizioni musicali di repertorio nella colonna sonora di prodotti audiovisivi, giacché è di comune esperienza l’arricchimento che il commento musicale dà alla forza narrativa e comunicativa delle immagini, l’accrescimento del valore complessivo del prodotto finale che giustifica la ulteriore remunerazione spettante al compositore, tant’è che, ove si tratti di commento musicale originale, frutto di una specifica commissione da parte della produzione, il diritto di sincronizzazione sarà normalmente ricompreso nel compenso pattuito con il compositore per la creazione dell’opera musicale medesima.

Nel caso di specie, il produttore brasiliano della telenovela non si era curato di ottenere una licenza di sincronizzazione musicale dai titolari dei diritti d’autore. La R.T.I. aveva acquistato il diritto a trasmettere la telenovela da un precedente dante causa, il quale aveva contrattualmente garantito l’acquisizione di ogni diritto sull’opera licenziata. Ciononostante, la Corte d’appello ha ritenuto la R.T.I. responsabile nei confronti degli eredi del Maestro Mascagni, in quanto colpevole di non essersi curata di acquisire la prova dell’acquisto dei diritti utilizzati, pur riconoscendole il diritto a venire manlevata dal proprio dante causa, anch’esso convenuto in giudizio[1]. Il danno risarcibile è stato quantificato nella somma di € 26.000 (oltre rivalutazione ed interessi per ulteriori € 17.945,71), considerata come un giusto corrispettivo per il rilascio di una licenza di sincronizzazione nel caso di specie.

[1] Nel caso di specie erano stati chiamati in causa tutti i rispettivi danti causa, ricostruendo la catena delle varie cessioni dei diritti d’autore, ognuno dei quali è stato condannato a manlevare il proprio avente causa. Non erano invece parte del giudizio, perché non raggiunti dalla notifica dell’atto di citazione, gli originari violatori del diritto di sincronizzazione, ovvero i produttori brasiliani della telenovela.

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

CONTACT US

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Sending

© 2018 - Massimo Bacci - Prato (IT) Via Valentini 23/a - P.IVA 06212440488

Log in with your credentials

Forgot your details?