modello di utilità

Modello di utilità: cos’è?

Il modello di utilità consiste nella forma nuova di un prodotto industriale, che dia al prodotto stesso una “particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego[1].

In base all’art. 82 c.p.i., il modello di utilità può consistere in nuove conformazioni, disposizioni, configurazioni, combinazioni di parti di una macchina, di uno strumento od utensile o, più in generale, di un oggetto d’uso. Non possono invece essere brevettati come modelli di utilità i procedimenti, le innovazioni chimiche, elettroniche e biotecnologiche[2].

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Per un approfondimento sui vari tipi di invenzioni brevettabili si veda: “Tipi di invenzioni brevettabili: le diverse categorie“.

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Ma cos’è in pratica un modello di utilità? E che differenza c’è rispetto ad un’invenzione?

Esempi di modello di utilità

Un esempio di scuola potrebbe essere una particolare conformazione del manico di una scopa, tale da consentirne un uso più comodo, magari senza dover incurvare la schiena. Oppure una forma della cassetta, con uno scivolo che permetta di raccogliere lo sporco più efficacemente.

Un esempio più concreto potrebbe essere dato dalla particolare disposizione delle parti di un macchinario tessile, che consenta a questo di lavorare in modo più veloce o con meno dispendio di energia.

Esempio di un modello di utilità registrato dall’Adidas in occasione dei mondiali di calcio del 1978 è il pallone Tango. La sua particolarità era quella di essere costituito da 32 pannelli (12 pentagoni e 20 esagoni), che creavano un disegno di dodici cerchi uguali.

Distinguere un modello di utilità da un’invenzione

Non vi è dubbio che, per essere registrato, un modello di utilità debba avere il requisito della novità. Sebbene la legge non lo esprima chiaramente, si ritiene comunque che sia necessario anche un certo apporto creativo. In sostanza, sebbene in misura minore rispetto alle invenzioni, sarebbe richiesta anche in questo caso una altezza inventiva.

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Sui requisiti dell’invenzione si veda “Invenzioni e scoperte, la differenza sta in un chicco di riso“, oppure “Brevettare un’idea inventiva: requisiti dell’invenzione e domanda“.

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Proprio con riferimento al requisito dell’altezza inventiva ed alla differenza con il brevetto per invenzione si registra un contrasto fra dottrina e giurisprudenza.

Teoria quantitativa (sostenuta dalla dottrina)

Secondo la dottrina prevalente, la differenza fra invenzione e modello di utilità sarebbe limitata al grado di attività inventiva richiesto. Il modello sarebbe in sostanza una “piccola invenzione”.

In base a questa teoria, l’apporto creativo richiesto per i modelli si limiterebbe alla maggiore utilità raggiunta rispetto a quanto già presente nello stato dell’arte.

Teoria qualitativa (sostenuta dalla giurisprudenza)

La giurisprudenza prevalente ritiene invece che fra brevetto per invenzione e brevetto per modello di utilità esista una differenza di tipo qualitativo. L’invenzione avrebbe ad oggetto la soluzione nuova ad un problema tecnico. Diversamente, il modello si limiterebbe a conferire maggiore utilità ad un prodotto esistente, rendendolo più comodo o più efficiente.

Registrazione del modello di utilità

La domanda di registrazione viene effettuata presso l’UIBM (Ufficio Italiano Marchi e Brevetti). Qualunque sia la teoria seguita, è certo che a volte è difficile distinguere un modello di utilità da un’invenzione. Per attenuare questa difficoltà, la legge consente di depositare assieme alla domanda di brevetto per invenzione anche quella per modello di utilità. In questo modo, se l’UIBM non ritenesse esistenti i requisiti dell’invenzione, potrebbe sempre concedere un brevetto per modello di utilità.

Allo stesso modo, un Giudice che ritenga nullo un brevetto per mancanza dei requisiti può convertirlo in un modello di utilità.

Durata e protezione

La protezione offerta è pressoché identica rispetto a quella del brevetto per invenzione. La durata però, anziché di 20, è di soli 10 anni.

Come per le invenzioni, il brevetto per modello attribuisce il diritto esclusivo di utilizzazione e si estende a modelli che utilizzino lo stesso concetto inventivo e raggiungano il medesimo grado di utilità. Tornando all’esempio della particolare conformazione di un manico di scopa: il brevetto impedisce a chiunque di realizzare anche forme leggermente diverse, che però si basino sullo stesso concetto e non producano maggiore utilità.

 

[1] Vanzetti-Di Cataldo, Manuale di diritto indutriale, Milano, 2012, VII edizione, p. 529.
[2] Vanzetti, Note su modelli di utilità e invenzioni, in Riv. dir. ind., 2008, p. 189.

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