moderna elaborazione di un brano musicale

Moderna elaborazione di un brano musicale

La moderna elaborazione di un brano musicale del passato comporta, a seconda dei casi, la necessità di svolgere alcune attività preliminari, per evitare di violare i diritti d’autore.

Per capire quali siano le implicazioni sul diritto d’autore, le questioni fondamentali da porsi sono sostanzialmente due:

  1. Il brano musicale che vogliamo elaborare è coperto da Copyright?
  2. Cosa vogliamo fare con il brano: una variazione musicale, una vera e propria elaborazione, un semplice arrangiamento, un remix o un mash-up?

Vediamo quindi cosa bisogna fare sia nel caso di elaborazione di un brano musicale caduto in pubblico dominio che di uno coperto da Copyright.

La moderna elaborazione di un brano musicale caduto in pubblico dominio

Si considerano caduti in pubblico dominio i brani musicali per i quali sia scaduta la protezione del diritto d’autore. In Italia, negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti, la durata dei diritti d’autore è di 70 dalla morte dell’ultimo autore superstite. In altri Paesi firmatari della Convenzione di Berna, come ad esempio il Canada, la durata è più breve: 50 anni dalla morte dell’autore.

I brani musicali caduti in pubblico dominio, molti dei quali riconducibili alla musica classica, non sono coperti da Copyright. Ciò significa che possono essere elaborati in chiave moderna senza bisogno di ottenere autorizzazioni o licenze.

Un musicista è quindi libero di prendere una parte o un intero brano musicale caduto in pubblico dominio ed elaborarlo in chiave moderna.

L’unica cosa a cui bisogna continuare a fare attenzione sono i diritti morali, che, a differenza dei diritti patrimoniali, non hanno scadenza e potrebbero essere esercitabili dai discendenti dell’autore o da fondazioni. Una modifica del brano che violi l’onore o la reputazione dell’autore potrebbe costituire una violazione dei suoi diritti morali.

Quali diritti si acquistano sulle elaborazioni musicali?

Se l’elaborazione in chiave moderna del brano musicale è dotata di un sufficiente grado di creatività, si rientra nella fattispecie di cui all’art. 4 L.d.A. Ciò significa che l’elaborazione stessa diverrà a sua volta un’opera protetta, i cui diritti spetteranno all’autore dell’elaborazione.

Si parlerà in questo caso di opera derivata. La creazione di un’opera derivata richiede normalmente l’autorizzazione dell’autore dell’opera originale e non pregiudica i diritti su quest’ultima. Ciò ovviamente non vale quando l’opera originale si trovi già in pubblico dominio.

Diversamente, se l’elaborazione consiste semplicemente in un arrangiamento dell’opera originale e non in un suo rifacimento sostanziale, nessun nuovo diritto nascerà sull’opera elaborata.

Remix e Mash-Up di opere cadute in pubblico dominio

Attenzione a non confondere l’elaborazione del brano musicale con l’elaborazione, il remix o il mash-up di un fonogramma.

Il Requiem di Mozart è un’opera caduta in pubblico dominio. Tuttavia, il Requiem eseguito dalla London Philharmonic Orchestra e registrato dalla EMI Classics è un fonogramma tuttora protetto da diritti connessi. Per poter elaborare questo specifico fonogramma occorre l’autorizzazione della EMI Classics, oggi acquisita da Warner Classics.

L’elaborazione di brani in Creative Commons

A metà strada fra il pubblico dominio ed il Copyright si trovano le opere pubblicate con licenza Creative Commons. Queste ultime consentono alcuni utilizzi dell’opera che normalmente sarebbero vietate dal diritto d’autore, fra cui vi è anche l’elaborazione.

Prima di elaborare un brano musicale rilasciato in Creative Commons occorre però verificare che la licenza consenta le variazioni. Ciò non sarà possibile quando è presente il simbolo “No Derivative Works“.

Anche quando sia possibile realizzare opere derivate, occorre poi verificare quale uso sia consentito con riferimento a queste ultime. In alcuni casi infatti la licenza Creative Commons potrebbe consentire la variazione ma non il suo uso commerciale.

La moderna elaborazione di un brano musicale protetto da Copyright

Le cose si complicano leggermente quando il brano che si intende elaborare in chiave moderna è ancora soggetto a Copyright.

In questo caso sarà necessario distinguere: variazione musicale, elaborazione musicale e arrangiamento musicale. Riconoscere l’una dall’altra queste tre forme di elaborazione non è sempre facile. Talvolta la distinzione può essere molto sottile e riconoscibile soltanto da un esperto musicologo.

Variazione musicale

L’art. 2 L.d.A. elenca fra le opere protette le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale. Ma che cosa si intende per variazione musicale e come si distingue da un’elaborazione?

Le variazioni musicali sono tipiche del Jazz ma prima ancora della musica classica. Consistono nel prendere una frase musicale altrui e svilupparla modificandone armonia, melodia e/o ritmo. Così facendo, si ricava un’opera diversa e nuova rispetto all’originale, che gode di autonoma protezione.

Elaborazione musicale

L’elaborazione musicale consiste invece in una modifica dell’opera originale che non ne intacca l’individualità ma appunto la elabora e la trasforma in qualcosa di nuovo ed a sua volta creativo.

In questo caso, come visto sopra per le opere in pubblico dominio, si crea un’opera derivata ai sensi dell’art. 4 L.d.A., che a sua volta gode di diritti d’autore.

A differenza delle variazioni musicali però, i diritti d’autore su un’opera derivata da un brano ancora protetto da Copyright non sono autonomi. Il diritto di elaborazione fa parte dei diritti esclusivi dell’autore dell’opera originale (art. 18 L.d.A.). Pertanto sarà necessaria la sua autorizzazione e la sottoscrizione di un contratto di licenza.

Ogni sfruttamento successivo dell’opera derivata (es. la pubblica esecuzione) comporterà anche uno sfruttamento dell’opera originale e quindi spetteranno compensi anche all’autore di quest’ultima.

L’arrangiamento musicale

L’arrangiamento musicale è una semplice reinterpretazione in chiave personale da parte di un artista interprete esecutore (AIE).

Ciascun musicista interpreta diversamente uno stesso brano e mette nell’esecuzione una parte della sua personalità e del suo gusto musicale. Non per questo ogni diversa esecuzione dà vita ad una nuova opera derivata.

Per eseguire un mero arrangiamento di un brano musicale non è quindi necessario richiedere l’autorizzazione dell’autore, mentre sarà necessario ottenere (tramite SIAE o altra Collecting) le relative licenze per il diritto di riproduzione, di pubblica esecuzione, comunicazione al pubblico etc.

Remix e Mash-Up di opere protette da Copyright

Come visto sopra, Remix e Mash-up comportano normalmente non soltanto l’utilizzo di un’opera musicale altrui ma anche di fonogrammi altrui. Ciò chiaramente non avviene quando chi opera il Remix o il Mash-up esegue o fa eseguire l’opera creando un nuovo fonogramma.

In questi casi, oltre all’autorizzazione dell’autore o, più comunemente, del suo editore, sarà necessario ottenere anche l’autorizzazione del produttore del fonogramma (la casa discografica).

Negli Stati Uniti, si è discusso se il campionamento di brani musicali (Mash-Up o Sampling) potesse considerasi una forma di Appropriation Art coperta dal Fair Use. Se così fosse, l’utilizzo di fonogrammi altrui sarebbe lecito senza bisogno di autorizzazioni.

Un’argomentazione di questo tipo appare molto difficile da sostenere nel diritto italiano, dove il Fair Use non è disciplinato e si dovrebbe ricorrere al diritto di citazione (art. 70 L.d.A.).

Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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